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Le formaggelle

Il dolce tipico sardo Pasquale

Se gli acciuleddi sono tipici del carnevale, li casgiatini sono il dolce tipico sardo dei giorni di Pasqua per eccellenza, con un ripieno morbido e dolce e una base croccante di pasta. In occasione di questa Pasqua in casa, in attesa di potervi ospitare nel nostro agriturismo, condividiamo con voi la nostra ricetta questo buonissimo dolce!

INGREDIENTI

Per la pasta:

  • 1 kg di farina,
  • 250 gr di strutto (o grasso a scelta)
  • 100 gr di zucchero
  • 1 uovo e acqua per impastare.

Per il ripieno:

  • 2 kg ricotta,
  • 4 uova (di cui 1 intero e 3 tuorli)
  • 200 gr di zucchero
  • farina circa 200 g
  • scorza di limone e di arancia,
  • un bicchierino di sambuca(opzionale),
  • due bustine di vanillina,
  • uva passa (opzionale)

PROCEDIMENTO

  • PER IL RIPIENO: prendete un contenitore sufficientemente grande per contenere il ripieno e mescolatevi gli ingredienti necessari: ricotta, 200 grammi di farina, un uovo intero e tre tuorli, le scorze di limone e arancia, la vanillina e lo zucchero. A questo punto, una volta che si sono amalgamati bene gli ingredienti, è possibile aggiungere un bicchiere di sambuca e uva passa a scelta. Fate in modo che tutti gli ingredienti siano ben mescolati e lasciate riposare.
  • PER LA PASTA: disponiamo 1 kg di farina a fontana e aggiungete prima lo strutto, poi zucchero, uovo e infine un po’ di acqua tiepida per lavorare l’impasto. Impastate energicamente il composto fino a renderlo il più elastico possibile; una volta che avrà raggiunto la consistenza desiderata, distendetelo con un mattarello. Create sfoglie lunghe e sottili e ritagliate dei cerchi (più o meno del diametro di un piattino da caffè circa 10/15 cm).
  • Sistemate dunque al centro dei vostri dischetti un cucchiaio di ripieno e pizzicate ai lati per ottenere la classica forma delle formaggelle.
  • Sistematele su un foglio di carta da forno in una teglia e lasciate cuocere in forno caldo a 175 gradi per circa 15/20 minuti fino a quando diventeranno dorate.

Le formaggelle possono essere gustate sia calde che fredde!

Buona Pasqua a tutte e tutti voi 🙂

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Mani in Pasta! Prepariamo gli Acciuleddi

Un dolce semplice e buonissimo, perfetto da gustare sia per colazione che come dessert

Gli Acciuleddi sono un dolce tipico della Gallura, ottimo in qualunque occasione! Anticamente erano tipici del periodo di Carnevale, ma sono gustabili in qualsiasi stagione.

Vi lasciamo questa domenica con il procedimento per prepararli in casa!

INGREDIENTI

1 kg di farina 00

250 gr di strutto

2 uova

100 gr di zucchero

Scorza di limone (o di arancia)

Olio per friggere.

PROCEDIMENTO

Sistemate la farina in un tavolo per impastare, fate uno spazio al centro e aggiungetevi al centro lo strutto, lo zucchero e le uova.

Lavorate quindi il tutto: dovrete ottenere un impasto omogeneo e morbido.

A questo punto, dalla pasta staccate dei pezzi che dovrete lavorare fino a formare dei bastoncini (non troppo sottili!) che attorciglierete per formare una treccia.

Una volta che avrete tutte le treccine, procedete con lo scaldare l’olio e friggere i vostri acciuleddi.

..non è finita!

Se ne avete fatto tanti e volete conservarli, potete metterli in un canovaccio e dureranno uno/due mesi. Altrimenti, prendete un tegame, mettete del miele, fatelo scaldare bene, e immergete gli acciuleddi per far sì che ne vengano ben ricoperti. Dopo qualche minuto, sono pronti per essere serviti!

ph. Ale Cossu
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Mani in Pasta!

Domenica di pioggia o di chiusura? Non vi resta che darvi alla cucina: condividiamo con voi due giorni di laboratorio Mani in Pasta con le ricette tipiche della Gallura

Vi avevamo già anticipato la ricetta della zuppa gallurese, non potevano mancare queste! Questo fine settimana e il prossimo condivideremo con voi due ricette tipiche che vengono generalmente servite nel nostro menù. Sono ricette semplici e che ognuno può fare a casa propria: serve solo un po’ di manualità! Generalmente, facciamo fare questo laboratorio ai bambini in fattoria didattica, perciò, se avete bambini a casa, è il momento giusto per coinvolgerli in qualcosa di divertente.

ph. Alice Secchi

Prima ricetta: Chjusoni, gnocchi galluresi

Chi viene in Sardegna, in particolare in Gallura, non può non averli incontrati: gli gnocchi tipici galluresi, lavorati (scaàti) e non, sono uno dei primi di pasta tipo i della zona.

Non fatevi ingannare dal loro sapore e morbidezza! Negli gnocchi galluresi non c’è uovo, né patate: solo acqua, semola e un pizzico di sale. Il segreto della loro morbidezza sta nell’acqua calda!

Quale periodo migliore per provare a prepararli?

Ingredienti per 4 persone

⁃ Farina di grano duro 500 g
⁃ Acqua calda q.b.
⁃ Sale q.b.

Procedimento

  1. Mettete una pentola sul fuoco con circa 300 ml di acqua e iniziate a misurare la farina in una ciotola sufficientemente grande per contenere l’impasto.
  2. Quando l’acqua sarà calda (non deve bollire!), aggiungetela pian piano alla farina con qualche pizzico di sale, mescolando man mano di modo che non si formino i grumi e dosandola pian piano* (non sarà necessario usarla tutta!).
  3. Una volta preparato l’impasto, coprite la ciotola con un canavaccio e lasciate riposare per 15-30 minuti, giusto il tempo che si compatti bene. Nel frattempo, potete preparare il sugo.
  4. Cospargete un tavolo (possibilmente in legno) di farina, togliete l’impasto dalla ciotola e impastatelo energicamente fino a ottenere un panetto ben compatto.
  5. Fate attenzione a non utilizzare troppa farina o l’impasto potrebbe asciugarsi. Tenete perciò sempre a portata di mano un po’ di acqua per reidratarlo!
* N.B. potrebbe non essere necessario utilizzare tutta l'acqua nella pentola! Dovrete ottenere un impasto di consistenza morbida ma ben compatto. 
p.h Ale Cossu

6. Una volta che l’impasto sarà ben compatto, morbido e liscio, iniziate a lavorarlo con il mattarello per ottenere una superficie liscia, ben stesa e non troppo fine.

7. Tagliate dunque dei filoni, che a loro volta verranno tagliati in piccoli pezzi (1.5 cm ca. l’uno). A questo punto, potete utilizzare una grattugia o anche una forchetta per lavorarli e dargli la forma.

Gli gnocchi possono essere cucinati sul momento o anche congelati. Se sceglierete quest’ultima opzione, fate attenzione che siano ben separati quando li mettete in congelatore, altrimenti si attaccano! Mentre, se preferite cucinarli, impiegano generalmente 8-9 minuti prima di essere pronti. Ve ne accorgerete, perché saliranno tutti a galla.

Noi amiamo condirli con il sugo di carne, ma sono ottimi anche nella versione vegetariana con sugo e una spolverata di ricotta salata o anche semplicemente con il sugo (mi raccomando, fresco!).

ALLERTA SPOILER: prossima settimana, RICETTA ACCIULEDDI!!!!!!!!!!

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La vita sociale degli asini

Spesso si pensa che gli asini siano animali poco intelligenti: ma la realtà è che questi animali vivono in un ambiente sociale molto attivo, che gli permette di sviluppare una sensibilità unica

Avete mai visto gli asinelli “mordersi” in questa maniera?

Gli asini sono animali speciali, estremamente docili e sensibili ma specialmente socievoli. Dimostrazione di ciò è il fatto che hanno un’intensa e complessa attività sociale all’interno del branco nel quale vivono: non si tratta solo di instaurare delle gerarchie di supremazia al suo interno, ma anche di interazioni tra i singoli asini.

Un esempio di interazione lo abbiamo proprio con quello che sembra essere un “mordersi” a vicenda: in realtà, ciò che stanno facendo è grattarsi! In questa maniera, non solo si danno piacere a vicenda, ma incrementano anche la fiducia l’uno nell’altro, imparano a conoscersi e a prevedere le azioni dell’altro.

Quando sono piccoli, ad esempio, tendono spesso a mordicchiare o salire sopra l’adulto, ricercando gioco e interazione. Azioni simili sono fondamentali per stabilire le relazioni interne al gruppo, imparare e conoscere e ri-conoscere gli appartenenti al suddetto gruppo.

Gli asini, infatti, hanno caratteri molto diversi tra loro, che possono mutare a seconda del periodo (accoppiamento, presenza di un cucciolo) e che definiscono i singoli individui; alcuni possono essere molto docili e sommessi, altri un po’ più aggressivi, altri ancora più giocherelloni o affettuosi.

Lo vediamo specialmente quando facciamo la fattoria didattica: gli asinelli sono sempre entusiasti di accompagnare i bambini, farsi coccolare e perfino cavalcare, rimanendo sempre molto calmi.

Non crediamo all’accezione negativa del termine asino! Gli asini sono animali fantastici, complessi e molto, molto intelligenti e sensibili (quanto testardi!).

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Gelee di Mela cotogna

L’autunno non è solo il periodo delle castagne o dei funghi; quest’anno abbiamo raccolto tante (ma tante!) mele cotogne. In un primo momento abbiamo fatto la marmellata, ma poi abbiamo voluto sperimentare qualcosa di diverso.

Le mele cotogne non sono un frutto facile, hanno bisogno infatti di essere lavorate per essere assaporate, per via della loro consistenza. Sono però cariche di proprietà ottime per il nostro organismo e contengono molta pectina, che permette di fare delle preparazioni naturali.

Vi presentiamo oggi la gelatina delle mele cotogne del nostro frutteto; una ricetta facile da preparare, che richiede però una preparazione lunga.

Ingredienti

1 chilo di mele cotogne

500 g di zucchero

Pectina in Polvere (non obbligatoria, può non servire)

Succo di 2 limoni

Procedimenti
  1. Come prima cosa, mettete una pentola sul fuoco con abbondante acqua potabile. Le mele cotogne devono essere ricoperte, ma fate attenzione non strabordi una volta che le versate.
  2. Dunque iniziate a lavorare il frutto: sfregate bene con uno straccio le mele cotogne per togliere la pellicina che le ricopre; tagliatele a pezzi (cuociono prima) e metteteli man mano in una ciotola con dell’acqua, per far sì che vada via la sporcizia.
Se hanno parti nere è meglio toglierle, anche se non finiranno nel prodotto finale

3. Scolate la ciotola con le mele cotogne e versatele tutte nell’acqua che avete messo sul fuoco. Quando bolle, lasciate a fuoco basso per 40 minuti e iniziate a spremere il succo dei due limoni.

4. Controllate che siano ben cotte, dunque preparate la strumentazione: serve un grande scolapasta per contenerle e un contenitore sotto che deve tenere l’acqua che scolerete. Scolate il tutto e sistemate lo scolapasta sopra la ciotola con l’acqua scolata (io ho usato due mestoli per tenerlo). Potete lasciarlo così per un’ora e poi schiacciare con una schiumarola le mele cotogne per far scendere altro succo, oppure lasciarle tutta la notte a sgocciolare.

5. Nel frattempo, potete mettere a bollire i barattoli (per 1 chilo ne serviranno circa 6), che dovranno bollire completamente ricoperti d’acqua per essere perfettamente sterilizzati. Questo processo è molto importante per assicurarvi la durata del prodotto nel tempo.

6. Una volta ben sgocciolate, portate il liquido che avete ricavato sul fuoco a fiamma bassa; aggiungete il succo dei limoni, lo zucchero (500g un poco alla volta) e lasciate bollire per 15 minuti.

7. A questo punto, dovrebbe addensarsi automaticamente se il frutto non era troppo maturo, essendo già ricco di pectina; provate dopo i 15-20 minuti a versare un cucchiaino del liquido in un piatto: se si addensa, potete spegnere il fuoco, altrimenti aggiungete 1 o 2 bustine di pectina per favorire l’addensamento e lasciate cuocere altri 10 minuti.

8. Una volta addensata (provate sempre con la prova piattino!), spegnete dal fuoco e versate dentro ai barattoli ancora bollente. Chiudete questi ultimi a lasciateli a testa in giù per circa 30 minuti, di modo che si formi il sottovuoto.

Ecco a voi la vostra gelatina di mele cotogne! Una conserva diversa, buona e molto fruibile in cucina. Noi la useremo per accompagnare il pecorino stagionato, ma è perfetta per la preparazione delle cheesecake come strato superiore, o anche semplicemente mangiata sul pane o nello yogurt la mattina!

Se avete dubbi, contattateci sui nostri social!

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La raccolta delle olive

Queste olive non sono quelle che generalmente serviamo come antipasto o aperitivo. La raccolta delle olive avviene in questo periodo dell’anno e viene effettuato con gli scuotitori, delle grosse pinze azionate dal trattore che, vibrando, provocano il distacco delle olive e la loro caduta.

Le olive cadono su dei teli stesi a terra e, una volta che ogni oliva sarà caduta, verranno portate tutte al frantoio, per quello che è il processo di molitura (ovvero schiacciamento delle olive) per produrre il nostro olio “extra vergine d’oliva Lu Branu”.

Albero per albero, raccogliamo le olive, ne selezioniamo le migliori e le portiamo al frantoio per poter finalmente degustare il nostro olio. Quest’anno abbiamo già portato una prima partita e, possiamo dirlo, è davvero squisito!

Questo è ciò che vi è dietro l’olio che degustate; questo è il lavoro e la cultura agropastorale della Gallura.

Dalla terra fino al piatto!

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Attività Servizi Storia locale

Chi siamo, chi eravamo

Quando cammini in questi luoghi, nel silenzio dei graniti incorniciati dagli alberi secolari, ti sembra di tornare indietro nel tempo. Immagini quante persone siano passate qui, abbiano guardato quello stesso e immutato paesaggio che circonda la fattoria da sempre. Immagini Nonna Domenica, detta Chijappina, che arrivava improvvisamente a cavallo 200 anni fa per controllare che il suo bestiame stesse bene, nascondendo l’inseparabile fucile sotto la gonnella. Immagini Nonno Augusto con Nonna Annitta, che preparano il terreno per essere seminato. Immagini Agostino e Antonello, che discutono su cosa piantare nel terreno appena arato. Quattro generazioni che hanno attraversato questo luogo, con le loro storie e avventure.

Sono tutte immagini, persone, racconti che sono rimasti impressi in questi paesaggi, che hanno lasciato in loro la loro indelebile impronta che ti ritrovi a percorrere quando passeggi tra i suoi sentieri.

L’azienda è nata proprio dall’esperienza e passione con la quale i nostri avi hanno messo radici in queste terre. 200 anni di storia, natura e cultura gallurese autentica.

Dagli anni ‘50, la fattoria è attiva con la sua produzione che si rifà direttamente alla saggezza e cultura della civiltà degli Stazzi del 1800: 150 ettari nei quali si praticano colture nel rispetto della natura, allevamenti nel benessere degli animali e nel rispetto del terreno circostante. Da 30 anni è nato  l’Agriturismo Lu Branu, che si basa proprio sulla fattoria costruita dai nostri nonni, ed offre tante esperienze per entrare a contatto con la natura e la tradizione locale.

Che servizi offriamo?

Alloggi Nell’azienda sono presenti 13 tra camere matrimoniali e appartamenti, con cucina, sia doppi che quadrupli, immersi nella natura per passare la propria vacanza in pieno relax, circondati da animali e paesaggi mozzafiato; sono anche presenti 2 suite, direttamente in un antico stazzo del 1700 ristrutturato secondo i gusti antichi.

Fattoria didattica Una delle nostre attività preferite! L’azienda è propotrice del patrmonio culturale della zona. Con i nostri percorsi di fattoria didattica, grandi e piccini possono entrare a contatto con la natura, scoprire la storia locale e il lavoro in fattoria. Il tutto, ovviamente accompagnato da tanti animali, piante e giochi divertenti .

Lezioni di cucina tipica gallurese Con il laboratorio “Mani in Pasta” è possibile fare un passo indietro nel tempo, riscoprendo la passione per quelle ricette e sapori antichi che hanno caratterizzato la storia della nostra terra. Sii prepareranno gnocchi, acciuleddi e la famosissima zuppa gallurese con i nostri ingredienti naturali.

Degustazioni Durante le nostre degostazioni si farà una visita ai locali di produzione dei prodotti (laboratorio pasta, cantina etc) e si seguirà con una degustazione dei suddetti sul prato, con spiegazione dei piatti serviti.

Museo dello Stazzo Un tuffo nella società del 1800, uno scorcio di quelle che sono le nostre radici che tessono i fili della nostra identità. Proponiamo visite al nostro Museo per riscoprire la storia locale, con guida e spiegazione degli stili di vita antichi galluresi, attraverso gli utensili e i locali abitati dai nostri avi.

Trekking e percorsi naturalistici I 150 ettari di azienda offrono tanti trekking e percorsi in natura per scoprire un lato della Sardegna autentico, selvaggio. I percorsi hanno difficoltà diverse, da passeggiate nel “Sentiero delle Piante” fino a trekking nelle rocce granitiche come “La Sfinge”

Bloc Nell’azienda è presente un’area con 11 blocchi dove è possibile fare bloc bouldering, uno stile di arrampicata senza corde e a mani nude sulla roccia con i materassi di sicurezza nel terreno. Uno stile che si adatta al paesaggio, alla natura, per goderne rispettandola

Yoga Una piattaforma immerasa nella natura, dove maestri professionisti vi accompagneranno alla scoperta dello yoga in armonia con l’ambiente circostante .

Chiunque vorrà, può venire a visitarci non solo per cena o per le nostre camere, ma anche per provare tutte queste esperienze. Che sia in gruppi organizzati o in solitaria, l’agriturismo è sempre aperto a mostrare i suoi luoghi, sempre nel rispetto di essi. Esperienze autentiche, uniche, nel pieno delle tradizioni e della natura galluresi per vivere la nostra meravigliosa terra a 360°, in tutta la sua storia, natura e passione.

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La Zuppa Gallurese

Il gusto della tradizione gallurese

Molti nostri clienti vengono da noi per provare la “regina” dei primi in Gallura: la zuppa acquata, o zuppa gallurese.

Un piatto incredibilmente semplice quanto buono, era usato anticamente specialmente per le giornate speciali, come matrimoni e festività. E’ infatti un piatto “svuota frigo”, fatto con ingredienti semplici che ognuno ha generalmente.

Molti propongono varie alternative, sia agli ingredienti che alla preparazione, ma a noi piace la ricetta classica che ci ha insegnato Nonna Annitta!

Per consolarci della fine di questa stagione, vi proponiamo la nostra ricetta, così che possiate provare a riproporla anche da lontano, degustandovi un pezzetto di Gallura ovunque voi siate.

Ph. Alessandra Polo

Ingredienti 5 porzioni

Pane Raffermo a fette sottili circa 200 g

Brodo: può essere usato di carne (normalmente di pecora) o anche vegetale (noi lo prepariamo al finocchietto selvatico)

Formaggio fresco “Paneddi” o la classica caciotta circa 200 g

Mix di formaggio grattugiato circa 250 g, prezzemolo e cannella q.b.

NB! Le quantità sono indicative sulla base delle nostre preparazioni, ma possono variare a seconda del tipo di pane o formaggio che utilizzate, ma specialmente a seconda della teglia. Perciò, prima di preparare i prodotti, vi consigliamo di scegliere la teglia e tagliare pane e formaggio direttamente durante la preparazione, per evitare sprechi;

Procedimenti

  1. In una ciotola mischiate il formaggio grattuggiato, il prezzemolo e la cannella. Generalmente, per le quantità di cannella si va un po’ a naso, ovvero, non dev’essere troppo prevalente ma nemmeno inesistente.
  2. In una teglia fate un primo strato di pane, considerate che faremo 4 strati, perciò regolate le dimensioni della teglia in base a questo.
  3. Una volta messo il pane, versate il brodo assicurandovi che ogni parte del pane assorba il liquido.

4. Date quindi una spolverata del mix di formaggio, prezzemolo e cannella.

ph. Alessandra Cossu

L’ultimo strato è dafare con il formaggio fresco tagliato a fette molto fini.

Ripetete il procedimento per 4 strati, finendo con il brodo con un po’ di concentrato, di modo che prenda colore e con il restante mix del formaggio grattuggiato, per far sì che si formi la crosticina.

Ph. Alice Secchi

Una volta preparata, infornatela per 45 minuti a forno statico a 170°. Servire e gustare calda!

Un consiglio: durante la preparazione assicuratevi sempre che il pane sia ben bagnato dal brodo, per non far risultare secca la zuppa una volta pronta.

La zuppa gallurese è un piatto perfetto per essere gustato con amici, semplice da preparare e molto gustoso. Una vera ricetta sarda che racchiude nei suoi sapori tutta la tradizione della Gallura!

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La settimana della zucca

Due ricette per preparare questo fantastico frutto

Vista la quantità di zucche che abbiamo raccolto nell’orto, non poteva mancare qualche ricetta su come prepararle. Abbiamo deciso di condividerne qualcuna con voi, delle più semplici e buone.

Vellutata di zucca con crema di formaggio pecorino e rosmarino

Ingredienti

800 grammi di zucca

1 bicchiere di brodo vegetale (a noi piace farlo fresco, ma in alternativa va bene anche il dado)

1 cipolla

1 carota

1 sedano

1 rosmarino

Qualche foglia di alloro

Crema di formaggio pecorino q.b.

Tritate finemente cipolla, carota, sedano e un po’ di rosmarino (lasciatene per dopo). Mettete a soffriggere con olio il composto, a fiamma bassa. Nel frattempo, sbucciate la zucca, pulite l’interno (per delle ricette con i semi di zucca consultate @italiaintavola), tagliatela a cubetti (non importa la grandezza, tanto si frullerà tutto!)

Aggiungete i pezzi poi al soffritto, assieme al brodo e al sale. Coprite dunque con una pentola per circa 10 minuti. Aggiungete dunque un rametto di rosmarino e due o tre foglie di alloro, girate e ricoprite per altri 5 minuti.

Spegnete dunque la fiamma, togliete il rametto di rosmarino e le foglie dell’alloro e frullate la zucca (se è troppo liquida, potete rimetterla sul fuoco senza coperchio).

Una volta passata, servitela nel piatto e aggiungete la crema di pecorino e qualche foglia di rosmarino a piacimento: servite la vellutata calda!

Buon appetito !

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Torta di zucca, mandorle e cannella

Ingredienti:

75 gr di farina 00

50 gr di mandorle

100 gr di zucchero di canna

8 gr di lievito per dolci

Cannella q.b.

130 gr di zucca gialla pulita

1 uovo medio

1 aroma di arancia/ un’arancia

50 ml di olio di arachidi

25 ml di latte (noi abbiamo usato quello di avena, perfetta anche per gli intolleranti al lattosio)

Sbucciate la zucca, tagliatela a pezzetti e mettetela a cucinare in una pentola con poca acqua o a vapore (circa 10 minuti). Nel frattempo, in una ciotola, setacciate farina e lievito; tritate le mandorle finemente e aggiungetele assieme allo zucchero di canna, la cannella e la scorza grattugiata dell’arancia oppure una fialetta di aroma di arancia.

Togliete la zucca dal fuoco e mettetela in un colino, di modo che perda il liquido in eccesso.

In un altro contenitore, mescolate l’uovo con olio latte e la zucca una volta che avrà preso l’acqua.

Unte i due impasti e frullate il tutto fino a ottenere un composto omogeneo.

Usate uno stampo da torta di 18 cm di diametro, imburratelo e infarinatelo (oppure usate la carta da forno) e versateci dentro il composto. Cuocete in forno caldo statico a 170° per circa 35 minuti. Fate sempre la prova stecchino!

Decoratela a piacimento: noi abbiamo usato panna con la cannella, ma anche lo zucchero a velo va benissimo!

Potete gustare la vostra torta a colazione o in qualsiasi momento della giornata. Grazie alla zucca, non risulterà essere troppo pesante, ma leggera e gustosissima!